OFFBEAT: trad. non convenzionale, inusuale, diverso; semplicemente altro.

Nasce a fine 2019 da un’idea di Paolo Palestrino (esperto marketing e account) e di Pietro Cazzaniga (art director) - entrambi, nonostante la loro appartenenza alla Gen Z, nutrono una pluriennale esperienza nella comunicazione visiva; dall’editoria cartacea a quella digitale, dall’ADV alle sfere più artsy.

OFFBEAT: trad. non convenzionale, inusuale, diverso; semplicemente altro.

Nasce a fine 2019 da un’idea di Paolo Palestrino (esperto marketing e account) e di Pietro Cazzaniga (art director) - entrambi, nonostante la loro appartenenza alla Gen Z, nutrono una pluriennale esperienza nella comunicazione visiva; dall’editoria cartacea a quella digitale, dall’ADV alle sfere più artsy.

Offbeat nasce da un’esigenza quanto mai concreta e rivoluzionaria; il duo si è reso conto di aver molto da dire in termini estetici e di venire, però, poco ascoltato dal loro hinterland professionale più agè e poco inclusivo nei confronti di ogni qual tipo di new-wave. Essendo loro stessi immersi in una vera e propria community di creativi Under 30 composta di grafici, fotografi, illustratori, video-maker, motion-designer & so on - decidono a fine 2019 di fondare Offbeat partendo dal loro creative-networking e accumulando già a fine 2020 più di 50 collaboratori sparsi non solo per l’Italia e l’Europa ma anche tra l’Asia e l’America.
Offbeat si configura come un hyper-collettivo, un qualcosa che trascende il concetto stesso di team, un superamento stesso di quello che dice di essere nell’attimo della sua statuizione - Offbeat è una nazione creativa potenzialmente apolide, ma praticamente estesa ovunque; in cui l’unico cittadino onorario è la creatività.

i due fondatori Paolo e Pietro
(2019 Milano)

i due fondatori Paolo e Pietro
(2019 Milano)

Offbeat nasce da un’esigenza quanto mai concreta e rivoluzionaria; il duo si è reso conto di aver molto da dire in termini estetici e di venire, però, poco ascoltato dal loro hinterland professionale più agè e poco inclusivo nei confronti di ogni qual tipo di new-wave. Essendo loro stessi immersi in una vera e propria community di creativi Under 30 composta di grafici, fotografi, illustratori, video-maker, motion-designer & so on - decidono a fine 2019 di fondare Offbeat partendo dal loro creative-networking e accumulando già a fine 2020 più di 50 collaboratori sparsi non solo per l’Italia e l’Europa ma anche tra l’Asia e l’America.
Offbeat si configura come un hyper-collettivo, un qualcosa che trascende il concetto stesso di team, un superamento stesso di quello che dice di essere nell’attimo della sua statuizione - Offbeat è una nazione creativa potenzialmente apolide, ma praticamente estesa ovunque; in cui l’unico cittadino onorario è la creatività.